News  ·  07 | 08 | 2022

Love Dog

Bianca Lucas | Concorso Cineasti del presente

©Bianca Lucas

Dopo aver terminato un lavoro su una piattaforma petrolifera del Texas, John torna nella sua città natale nel Mississippi. Qui deve affrontare il suo dolore dopo la morte della sua ragazza. Il fantasma della pandemia è sospeso nell'aria, i programmi radiofonici inviano messaggi apocalittici e disperati. Solo in una casa grande e vuota, John cerca di distrarsi dal suo dolore lancinante. Passa notti interminabili davanti al suo laptop, navigando in rete per cercare qualche segno di vita online. Si arrende all'oscura serendipità di un giro su Chatroulette. Si abbandona ai meccanismi compulsivi di una app per incontri: scorre a sinistra o a destra, sì o no. Che sia protetto dal lato sicuro dello schermo del suo computer o durante un piccolo numero di incontri di persona, ciò che John finisce per incontrare è una società ugualmente traumatizzata, una folla silenziosa di fantasmi che combattono contro il proprio dolore dall'interno dei loro esaurimenti molto privati. Ma è proprio attraverso questa serie di incontri improbabili, un raduno di anime ferite, che John inizia lentamente a capire che la guarigione arriva al proprio ritmo e che la grazia potrebbe essere dietro l'angolo. Love Dog, il lungometraggio d'esordio suggestivo e pacatamente struggente di Bianca Lucas, ritrae in modo convincente l'anatomia della solitudine, le profondità di un essere umano che vaga per un paese che sembra perso quanto lui, confuso, bisognoso di rassicurazioni, in cerca di un abbraccio. È un film d'atmosfera splendidamente girato e intelligentemente sfumato che commenta sottilmente la difficile situazione della nostra identità privata e collettiva raccontando il viaggio interiore di un uomo in crisi. Tuttavia, Love Dog non appare mai senza speranza. Tutto il contrario: mira a catturare quei piccoli gesti e quelle risoluzioni che suggeriscono gradualmente una riconnessione con la vita. In definitiva, Love Dog è un film sul bisogno molto umano di parlare, condividere, raccontare agli altri di noi stessi. È un film che ci ricorda che non siamo fatti per stare da soli: «Avevo solo bisogno di qualcuno con cui parlare», dice candidamente l'adolescente che John incontra in una squallida stanza d'albergo in una delle scene più belle del film. Il debutto di Lucas è tanto audace nella sua costruzione emotiva quanto ingannevolmente semplice nella giustapposizione narrativa di momenti che scandiscono il processo di lutto di John, come una camminata in punta di piedi che si accumula silenziosamente e alla fine raggiunge picchi emotivi impressionanti. Se questo risultato viene raggiunto con successo, è anche grazie al lavoro sorprendente e senza paura dell'attore protagonista John Dicks, che buca lo schermo con una performance imponente, totalmente senza paura di esplorare le fragilità maschili e i luoghi oscuri dell'anima.    

Eddie Bertozzi 

 

Curiosità
La colonna sonora del film contiene il brano Simple Man dei Lynyrd Skynyrd, dal primo album del gruppo.